La prima testimonianza risale al Cinquecento: allora tutta la zona apparteneva alla ricca famiglia milanese dei Marino, poi passò ai duchi Serbelloni e da questi ai conti Alari, che la vendettero a Gian Mario Andreani. Nel 1751, tra le cascine elencate nei documenti per il catasto teresiano, vi è una "casa da massaro detta San Cristoforo".
All'esterno c'era la chiesa omonima, che servì spesso come ricovero per le persone contagiate dal colera; fu poi demolita alla fine dell'Ottocento e sostituita da una cappelletta, esistente fino al 1995.